Teoresi e Prassi delle Scienze Umane

teoresi e prassi delle scienze umane

Presentazione  

Venerdì 6 novembre p.v. presenterò il mio ultimo lavoro Teoresi e Prassi delle Scienze Umane presso la Fondazione Banca del Monte di Foggia, in Via Arpi 152, alle ore 17,30. Relazionerà il Prof. Domenico Di Iasio, che ha curato l’introduzione del testo. Saranno, inoltre, presenti per la Casa editrice italiana Bastogi, l’Avvocato Angelo Manuali e, in qualità di Presidente della Fondazione Siniscalco Ceci, l’Avvocato Francesco Andretta. La partecipazione all’evento è libera e aperta a tutti.

L’insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera

La leggerezza dell’essere è insostenibile, dice Milan Kundera nel suo romanzo omonimo, perché è uno schermo dietro cui nascondere la reale essenza della vita: la pesantezza esistenziale. Essa è una distrazione in senso lato dalle più pressanti cure proprie dell’uomo che vive. Poiché distrae ed allontana dalla realtà è il nocciolo della futilità di quanto, si pensa, possa colmare un vuoto eterno ed affatto ineliminabile, perciò ontologico. Ci si getta a capofitto nello stordimento totale dei sensi e della mente per dimenticarsi. Ma quando tale alienazione dal mondo concreto viene finalmente raggiunta, ci si accorge del vuoto in cui volontariamente si è precipitati. (more…)

Non c’è moralità senza bellezza

Nell’intervista che segue il Prof. Pier Paolo Ottonello sostiene che il solo modo per superare l’attuale nichilismo etico, ed il conseguente smarrimento dell’uomo di fronte agli interrogativi incessanti della propria esistenza, sempre più a rischio di rimanere senza risposte univoche e chiare, sia la fondazione ontologica dei valori, attraverso il recupero di una morale cristiana, che rifiuti l’ambiguità delle etiche relativistiche o utilitaristiche. Onde evitare lo svuotamento di senso della ricerca filosofica, che finirebbe, così, per indebolirsi ulteriormente, nelle derive della parola e del linguaggio, metaforico e allusivo, dunque equivoco, quando la riflessione filosofica fosse assimilata sempre più al sentimentalismo poetico e tragico. (more…)

L’intervista

A colloquio col Prof. Pier Paolo Ottonello

In occasione dell’incontro su “I diritti fondamentali dell’uomo: prospettive filosofiche”, promosso dall’Associazione culturale Agorà di Foggia nel 2004, ho incontrato il Prof. Pier Paolo Ottonello, Ordinario di Storia della Filosofia presso l’Università degli studi di Genova.

         Professore, in che modo bisogna avvicinare i giovani allo studio della filosofia?

         È imprescindibile un richiamo ai testi, ai filosofi e alla loro storia, inquadrata nel più ampio contesto della storia della Filosofia che si sta studiando. Ma sono importanti anche i riferimenti teoretici, che rappresentano un incentivo a problematizzare in ambito filosofico. Non si può, comunque, fare a meno di una buona sintesi del docente, che rappresenta il primo approccio dei giovani con la filosofia. (more…)

Il dramma di Foggia

L’articolo che segue è stato pubblicato la scorsa estate in contemporanea sulla rivista bimestrale Pianeta Cultura, diretta dal giornalista Giucar Marcone (che mi auguro guarisca presto dalla sua influenza, altrimenti come si potrà, senza di lui, far uscire il prossimo numero?); sul sito la Filosofia e i suoi Eroi, alla sezione Saggi filosofici, di Diego Fusaro, ormai prossimo a conseguire il dottorato in Filosofia della Storia presso l’Università San Raffaele di Milano; sul settimanale locale Foggia e Foggia, diretto dal cronista Enrico Ciccarelli, in una versione stralciata dal saggio originale, per la rubrica Filosofia oggi che ho personalmente curato fino al mese di Luglio. (more…)

La poetica di Antonio Vigilante tra Rima Rerum e Quartine

La parola come crepa, fenditura, apertura delle cose, contro la parola che crea, che riporta alla vita, che dona un senso al mondo. Rassicurante diade di noesis e noema, nel significato del dire, del riandare dei segni tra il pensiero e l’Essere. Pietrificando la realtà, ordinando il confuso mondo senza apparenti certezze. La parola come quiete, riposo, vagheggiamento. Per la quale appare impossibile squarciare l’insondabile abisso del nulla, aprire il varco dell’indicibile. Eppure Rima Rerum di Antonio Vigilante vuole essere una crepa, dal solco profondo e incisivo, che abbandona l’univocità dell’approdo della parola alla cosa nella parola che solca, fende, apre, e che è solcata, fessa, aperta. (more…)

Laboratori e blog

Quando si dice le cose non vanno spesso è anche vero; per fortuna, però, non accade sempre così. Oggi, ad esempio, devo dare atto al nostro tecnico di laboratorio, Mino, che ha fatto proprio un buon lavoro, e che i computers che prima avevano delle restrizioni finalmente, grazie alla sua fattiva collaborazione, sono ormai liberi di poter navigare anche su altri siti e blog che precedentemente risultavano in "accesso negato". (more…)

Autoritarismo, politica delle seghe

Un’altra considerazione mi spinge ad immaginare legati insieme anche la politica e il sesso, non solo l’educazione, ritenendo che proprio sotto le lenzuola l’uomo riveli le proprie preferenze “politiche”. Così mi chiedo quante seghe mai si sia fatto un dittatore. Parlo di seghe “materiali” in giovane età; di seghe mentali (e purtroppo non solo!) durante la gioventù e la maturità. Ci deve essere una relazione inequivocabile tra l’intolleranza e l’amore, o la sua mancanza. La politica di destra, quando diviene ossessiva ricerca del consenso, esaltazione e culto della personalità, necessariamente si accompagna a problemi legati alla camera da letto. (more…)

Autoritarismo, la nuova anima della democrazia

Assistiamo tutti, più o meno impotenti, alle derive della nostra realtà, pericolosamente orientata verso l’autoritarismo, sia politicamente che sul versante educativo. Si muove dalla presa d’atto della irreversibile caduta dei valori, della perdita di orientamento spazio-temporale, che ci impedisce di capire chi siamo e dove andiamo. E, forse, non siamo neanche più capaci di distinguere da dove veniamo, quando la pretesa di rispondere a questa assai legittima domanda sconfina oltre gli orizzonti della umana storicità, per farsi dirompente interrogativo dell’ignoto. Perché le risposte religiose o metafisiche diventano troppo impegnative per l’umana fragilità, paga, anche se costantemente malinconica, nella sua precarietà transeunte. (more…)

13 ottobre 2009

"Nella mia vita non conoscerò più gioia fino a quando non avrò dimenticato tutto di te…o tu non ti sarai ricordato ancora di me…"

La saga dei Nibelunghi 

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