Violenza di Stato e bullismo giovanile

L’articolo 13 della Costituzione italiana recita: “È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”. Stefano Cucchi era un ragazzo come tanti, fermato dalla polizia e detenuto in attesa di accertamenti, perché trovato in possesso di droga. Queste le foto diramate dalla sua famiglia dopo la morte improvvisa del giovane, attribuita ad una caduta accidentale in carcere. La morte di Cucchi è vergognosa per lo Stato italiano, e ci induce a riflettere seriamente sulla condizione carceraria, e sull’uso della violenza istituzionalizzata che fa del nostro un paese incivile. Si possono educare in questo modo i giovani alla nonviolenza? Si è credibili quando si condanna il bullismo, a partire da tali presupposti?

Prescrizione dei processi

Prescrizione dei processi in corso: questo articolo pone il problema dell’incostituzionalità di una legge che si vorrebbe far passare, discriminando tra cittadini italiani ed extracomunitari, e tra incensurati e non. Ma davvero nel rispetto del solito articolo 3 sull’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge? Lo scrittore Roberto Saviano non lo crede e lancia un appello con raccolta di firme su Repubblica.

Costituzione della Repubblica italiana

Articolo numero 3 della Costituzione italiana

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali"…ritenete che, nella pratica della gestione reale della giustizia, davvero in Italia venga sistematicamente rispettato questo articolo fondamentale della nostra Costituzione?

La didattica della Storia

Da Teoresi e Prassi delle Scienze Umane di Antonietta Pistone, Bastogi, marzo 2009

Nel testo Problemi e metodi di storia antica lo storico Finley sostiene che in Grecia Tucidide, Senofane, Senofonte, Polibio, Ecateo e Strabone consideravano come fonti proprie per la ricostruzione degli avvenimenti, il racconto tramandato per tradizione orale e la narrazione, ascoltata da altri, di fatti e accadimenti. La teoria di Croce-Veyne ritiene, come riferisce Finley che «[…] dai Greci a noi l’intelligenza della storia si è arricchita: non già che noi conosciamo i principi o i fini degli avvenimenti umani, ma di essi abbiamo acquisito una casistica assai più ricca[…]». (more…)

Autoritarismo, la nuova anima della democrazia

Assistiamo tutti, più o meno impotenti, alle derive della nostra realtà, pericolosamente orientata verso l’autoritarismo, sia politicamente che sul versante educativo. Si muove dalla presa d’atto della irreversibile caduta dei valori, della perdita di orientamento spazio-temporale, che ci impedisce di capire chi siamo e dove andiamo. E, forse, non siamo neanche più capaci di distinguere da dove veniamo, quando la pretesa di rispondere a questa assai legittima domanda sconfina oltre gli orizzonti della umana storicità, per farsi dirompente interrogativo dell’ignoto. Perché le risposte religiose o metafisiche diventano troppo impegnative per l’umana fragilità, paga, anche se costantemente malinconica, nella sua precarietà transeunte. (more…)

Pietro Calamandrei e la scuola pubblica

Discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950 

Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. (more…)

Una legge morale, un’anima nuova

Tempi nuovi si annunciano ed avanzano in fretta come non mai. Il vorticoso succedersi delle rivendicazioni, la sensazione che storture, ingiustizie, zone d’ombra, condizioni di insufficiente dignità e di insufficiente potere non siano oltre tollerabili, l’ampliarsi del quadro delle attese e delle speranze all’intera umanità, la visione del diritto degli altri, anche dei più lontani, da tutelare non meno del proprio, il fatto che i giovani, sentendosi ad un punto nodale della storia, non si riconoscano nella società in cui sono e la mettono in crisi, sono tutti segni di grandi cambiamenti e del travaglio doloroso nel quale nasce una nuova umanità. (more…)

Edith Stein a Pio XI, lettera sul nazismo

Padre Santo,
figlia del popolo ebraico, che per grazia di Dio è da undici anni figlia della Chiesa cattolica, ardisco esprimere al padre della cristianità ciò che preoccupa milioni di tedeschi. Da settimane siamo spettatori, in Germania, di avvenimenti che comportano un totale disprezzo della giustizia e dell’umanità, per non parlare dell’amore del prossimo. Per anni, i capi del nazionalsocialismo hanno predicato l’odio contro gli ebrei. emoticon (more…)

Barzellette…storiche

Per la serie…poveri noi! emoticon

(Dichiarazione di innocenza…)

Ultima ora di lezione, quinta liceale, chiasso infernale, non si riesce a spiegare. Stufa chiedo all’alunno che disturba: "Mi sai dire chi ha causato la Prima Guerra Mondiale?". Sconvolto mi risponde: "No Prof., non sono stato io! Sempre con me ce l’avete?!" emoticon

(Destra e sinistra…storiche)

Ora di storia in quarta liceo, il solito alunno che deve recuperare un brutto voto in prossimità degli scrutini. Gli chiedo: "Parlami della Rivoluzione francese e della formazione del Parlamento". Risponde sicuro: "Sì, a destra ci sono i Girondini, al centro la Pianura, a sinistra i Montagnardi, la differenza tra gli uni e gli altri è determinata dalla provenienza geografica dei gruppi. Ad esempio i Montagnardi provenivano dalla montagna, e…". "Hai dimenticato i Cordiglieri, ribatto, cioè gli alpinisti delle scalate sulle Alpi francesi. Per non parlare dei Sanculotti, quelli che se lo prendevano sempre in quel posto!". emoticon

La guerra e la storia

In occasione del conflitto scoppiato tra Israele e Libano, durante l’agosto del 2006, scrivevo questo articolo mai pubblicato a stampa

Missione Leonte-non chiamiamole missioni di pace-

Nella questione libanese scatenata in seguito al rapimento dei due soldati israeliani si è giunti all’intervento dell’Onu che ha previsto l’invio di soldati provenienti dai paesi europei. L’Italia ha risposto prontamente, con la Francia, l’Inghilterra, e la Germania, alla richiesta, inviando il contingente di pace sbarcato in Libano per la Missione Leonte. Ha poi aderito alla spedizione la Turchia, esprimendo, con questo impegno, la sua volontà di entrare a far parte dei paesi europei, nonostante tutti i problemi che questo tipo di partecipazione possa comportare per l’integrazione di popoli profondamente differenti tra loro. Ad ogni modo, la risposta turca alle richieste di Annan resta assai significativa perché segna una presa di distanze dal conflitto libanese da parte di quegli stessi paesi del Medio Oriente che temono l’estendersi delle ostilità. (more…)

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