Violenza di Stato e bullismo giovanile
L’articolo 13 della Costituzione italiana recita: “È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”. Stefano Cucchi era un ragazzo come tanti, fermato dalla polizia e detenuto in attesa di accertamenti, perché trovato in possesso di droga. Queste le foto diramate dalla sua famiglia dopo la morte improvvisa del giovane, attribuita ad una caduta accidentale in carcere. La morte di Cucchi è vergognosa per lo Stato italiano, e ci induce a riflettere seriamente sulla condizione carceraria, e sull’uso della violenza istituzionalizzata che fa del nostro un paese incivile. Si possono educare in questo modo i giovani alla nonviolenza? Si è credibili quando si condanna il bullismo, a partire da tali presupposti?




